"Dov'è lei?"
"Mamma, si chiama Katiuscia!" risponde seccato Alberto, perchè la madre non ricorda (o non vuole ricordare) il nome di sua moglie. "In ogni caso, è andata a fare la spesa".
Claudia vede il figlio avvicinarsi al bagno per continuare a farsi la barba. Si mette davanti alla televisione. Ha voglia di sentire qualche nuova notizia. Cerca tra i canali qualche telegiornale ma non ce ne sono. Si sente ancora agitata, fa fatica a respirare. Forse deve prendere una boccata d'aria, fare una passeggiata: "Alberto, hai voglia di fare una passeggiata con me? Ho voglia di camminare un po'!"
"No, mamma! Se torna Katiuscia le devo parlare e voglio farlo il prima possibile!" Alberto ha preso la decisione più importante della sua vita. Altro che matrimonio! Sorride, convinto (per la prima volta) di quello che fa. La vita di coppia è bella, ma quella casa è vuota senza la presenza di una terza vita, un cucciolo di uomo. Il giovane marito vuole fare il passo successivo, vuole guardare negli occhi la sua creatura. Vuole alzarsi mille volte durante la notte per cullarla se si sveglia. Vuole Amarla con la A maiuscola.
"Tu resta pure qui, io vado a casa!" urla Claudia da una stanza all'altra, com'è abituata a fare con il figlio, da quando era piccolo.
"Ciao mà!"
Ora la signora è più rilassata, camminando si tranquillizza. Meglio comprare un biglietto per l'autobus, per evitare di pagare un'altra multa. Per oggi di emozioni Claudia ne ha già provate fin troppe. Il suo corpo anziano è affaticato, non è più abituato alla vita di una volta.
Dopo un paio di minuti che cammina vede un tabaccaio, di fianco a un bar. Entra e compra un carnet, a scanso di equivoci. Esce e si dirige verso la fermata. Una ragazza con dei tacchi e una borsetta la urta e la fa cadere per terra. Un dolore fortissimo alla schiena. La ragazza va avanti come se nulla fosse successo, tiene per mano il suo fidanzato che nota la donna stesa sull'asfalto e strattona la bella mora dicendole: "Ehi, un attimo!"
Lui aiuta Claudia ad alzarsi: "Tutto bene, signora?" Lei cerca di rimettersi ma non riesce a raddrizzare completamente la schiena. Sta attaccata al braccio del ragazzo un po' ingobbita, tentando di sopportare il dolore. La mora è già a metà della via. Si gira e fa: "Amore, ti vuoi muovere?". Claudia avrebbe riconosciuto quella voce stridula in mezzo a mille. Per non parlare dell'accento. Katiuscia.
Alberto chiude tutti i balconi per creare il buio nella sala da pranzo. Accende qualche candela per fare atmosfera e mette nello stereo un cd. Si guarda allo specchio e si aggiusta la cravatta. Lei dovrebbe arrivare da un momento all'altro. Sarà sicuramente d'accordo sull'avere un figlio. Albero ne ha bisogno. Riflette sul loro rapporto. Lui è davvero innamorato di lei, come farebbe a vivere senza il suo profumo, i suoi gesti, l'armonia dei suoi movimenti? Non vede l'ora che arrivi. Finalmente darà una svolta al loro rapporto. Dopo il matrimonio le cose si erano un po' appiattite ma l'arrivo di un figlio rivoluziona tutto. E Alberto lo sa.
"Tesoro, un attimo, non vedi che sto aiutando questa signora?" è un bellissimo ragazzo. Occhi verdi, alto, un bel sorriso. Claudia ha sempre avuto questa sensazione. Ora ne ha le prove.
"Sto bene" dice staccandosi dal braccio di lui. Aggiunge:
"Può dire alla sua ragazza di venire qui? Esigo delle scuse".
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