Ahmad fa smontare Cristina che corre da Alex per raccontarle tutto. “Fratè, allora, dove lavori?” dice Luca, ingenuo. Ahmad sorride: “Lavoro qui, no? Lei è una mia, mmmh, come chiamarla.. collega?” risponde, indicando Alex, che arriva con il suo solito passo strascicato. Biascica: “Cià Luca”. Cristina le corre intorno come un cagnolino agitato, ancora sconvolta. Afferma che sarebbe tornata a casa per dormire, o almeno ci avrebbe provato. Salta al collo di Luca, inumidendogli la spalla con le ultime lacrime che le sono rimaste e fugge via.
Luca cerca di distrarsi: “Dai, cominciamo”
Ahmad: “Apri la mano, fratè”.
L’amico obbedisce e l’arabo caccia sul suo palmo una cosa che fa capire definitivamente a Luca di che lavoro si tratta. Ma ancora una piccola parte di lui non ci vuole credere. Meglio accertarsi:
“Devo.. cioè.. questa cosa è droga. La devo vendere?”
“No, sei pazzo? Devi regalarla.. specie se ci sono delle persone con delle divise blu, regalala a loro! In cambio ti portano in un hotel e ti ci fanno stare quanto vogliono loro. L’unico difetto di questo hotel è che le stanze hanno le porte con le sbarre.. ma a te non dà fastidio, giusto?”
“Non è il momento di ironizzare, Ahmad. Io non ho idea di come si faccia..”
Ma ormai Ahmad è già lontano, troppo per sentire l’ultima frase dell’amico. Luca è “leggermente” nel panico. Là impalato, fermo, immobile, con le mani che cominciano a sudare. Non sa come muoversi, dove andare, cosa fare. Si mette la droga in tasca e segue Ahmad, come un ragazzino in stage che apprende il lavoro.
“Dammi un deca va” dice uno con un cappuccio e batte il cinque con l’arabo, che non dice nulla, esegue e basta.
Il prossimo “cliente” è quasi un bambino: “Cosa mi offri?” chiede, come se fosse al bar.
“Mi è arrivata questa oggi, dal Brasile, roba ottima, fagli vedere fratè!” Luca tira fuori dalla tasca e fa vedere, con gesti meccanici, quasi come se non comandasse lui il corpo.
Il “quasi-bambino” fa: “Perfetto. Quanto ti devo?” A Luca viene da ridere. Pensa che Ahmad gli faccia anche lo scontrino? Pensa che gli metterà la droga in un sacchettino con la stampa del nome del negozio? Pensa che gli chiederà se vuole farsi la tessera per avere uno sconto? Adesso che ha visto qualcuno più impacciato di lui, Luca si sta quasi rilassando. Il novellino prende la roba, se la mette in tasca e si allontana tranquillamente.
Dopo poco tempo, due uomini in divisa arrivano in piazza . Che stiano portando i loro cani a fare una passeggiata? Luca dubita fortemente. Le gambe si fanno deboli e gli viene quasi da vomitare. Non è fatto per trasgredire le regole. Qualche canna ogni tanto sì, ma questo è davvero troppo. Non ha un briciolo di droga addosso, tutta quella che gli aveva dato Ahmad l’ha venduta, perciò è a posto, “pulito”. Sale il panico. I cani possono sentire l’odore nelle sue tasche anche se non c’è più niente?
Ahmad, calmo come non mai lancia il casco che prima era di Cristina ad Alex. Lei monta, Luca è già sul suo motorino, un po’ ammaccato per colpa di tutte le botte prese in quella giornata.
Con le mani tremanti, Luca mette in moto. Non parte. Controlla se c’è benzina ma è tutto a posto quindi prova di nuovo. Non parte. Ahmad dice solo: “Fratè, vado avanti io..”
Luca ci prova di nuovo, e finalmente sente quel suono, che non gli ha mai dato così sollievo: il motorino è acceso. Fa per accelerare quando..
“Polizia, un semplice controllo. Fermo dove sei.”