lunedì 28 dicembre 2009
Capitolo 14 - La Svolta
domenica 20 dicembre 2009
Capitolo 13 - Coraggio
"Coraggio, Alberto. La mamma sta arrivando" pensa Claudia, quasi come se gli volesse inviare un sms mentale.
"Salve, mi faccia vedere il suo biglietto" dice il controllore, salito in autobus una fermata prima. Claudia tira fuori tutte le carte che ha in tasca: trova qualche banconota, qualche scontrino, un paio di post-it e un biglietto... della lotteria. Nessuna traccia del suo biglietto per l'autobus. Ma l'anziana signora non vede più molto bene ormai. Forse il biglietto che sta cercando è in mezzo a quelle carte. Meglio controllare. "Forza e coraggio signora, non ho tutto il giorno!" dice scocciato il controllore.
"Controlli lei se c'è il biglietto qua in mezzo, io non ci vedo!" urla Claudia, attirando l'attenzione dei presenti. L'uomo prende le cartacce e comincia a sfogliarle una per una, ma senza cura.
"Non c'è. Sono 40 euro di multa!". Claudia non ha nemmeno voglia di mettersi a discutere. La prossima fermata è la sua e meno tempo perde meglio è: "Tenga. Arrivederci." dice mettendo nelle mani dell'uomo due banconote da venti euro e riprendendosi le sue cartacce.
Fa per scendere.
"Signora aspetti, il suo biglietto della lotteria!"
"Sì. Grazie!" dice Claudia strappandoglielo dalle mani.
Che poi lei avrà anche poca memoria, ma quando mai avrebbe giocato alla lotteria?
La voce di lei: "tesoro, esco! Faccio la spesa ci vediamo verso sera". Non aspetta nemmeno una risposta di lui e se ne va, con quell'abito troppo corto per fare semplicemente la spesa.
lunedì 14 dicembre 2009
Capitolo 12 - Suicidal Thoughts
lunedì 7 dicembre 2009
Capitolo 11 - La Lista pt. II
Lui, impassibile. I suoi occhi scorrono veloci sulle righe, da sinistra a destra, lucidi ma fermi. Si alza facendo rumore con la sedia: “Vado in bagno” dice, sbattendo la porta. Si siede sul bordo della vasca. È sensibile e insicuro Alberto. Sua madre e sua moglie sono le uniche persone in grado di ferirlo. Sono le sue sicurezze, le sue àncore. Si sente insultato e colpito nel profondo, anche se le cose scritte nella lista non sono poi così pesanti. A lui basta poco.
Suo padre è morto quando lui era un ragazzino e i ricordi che ha di lui sono pochi e confusi, perciò si è attaccato morbosamente alla madre, per poi abbandonarla completamente dopo il matrimonio. Si mette a riflettere e si chiede cosa ha sbagliato. Sente dei brividi sulla schiena e gli viene caldo. Si guarda allo specchio ed è rosso in viso. Si bagna con dell’acqua fredda. Decide di fare finta di nulla, di non dire che ha letto quella maledetta lista.
“Tesoro, sono arrivate le pizze!” urla Claudia da una stanza all’altra.
-Vorrei che tu ti sentissi come mi sento io adesso- pensa Alberto, ma risponde “Arrivo!”
Mangiano in silenzio. Claudia cerca di comunicare, di fare le solite domande di circostanza: “Come va la vita? Al lavoro tutto bene? Tua moglie?” ma non trova risposta, se non un mugugno confuso. Claudia sorride, pensando al primo punto della lista e stringendosi metaforicamente la mano per congratularsi con se stessa di aver catturato cosi bene i difetti del figlio.
“Mamma, mia moglie si chiama Katiuscia, chiamala con il suo nome.”
-Ecco, un’altra cosa da aggiungere alla lista: Non sopporto tua moglie- pensa la signora. Poi un lampo e una semplice domanda le viene in mente: dov’è finita la lista? Non può cercarla ora, Alberto potrebbe vederla e sarebbe la fine. Sa quanto lui sia debole, lo destabilizzerebbe troppo vedere che sua madre pensa quelle cose di lui. La cercherà quando lui se ne sarà andato.
Finita la cena, Claudia si mette davanti alla tv, sul divano. Alberto invece si mette sul tavolo dove hanno mangiato, a leggere il giornale. Ormai è tardi e la signora è stanca, gli occhi si chiudono e si aprono e i suoni della televisione si fanno più distanti e meno intensi. La testa è più pesante e il divano stranamente più morbido. Il respiro più rado. Alberto capisce che Claudia si è addormentata. Si mette a piangere, in silenzio. Non riesce a non pensare alle cose scritte nella lista: ingrato, opportunista, insicuro. Queste sono le cose che sua madre pensa di lui?
“Katiuscia, faccio tardi, sono da mia madre non ti preoccupare” e mette giù il telefono.
Torna al tavolo, si asciuga le lacrime e…
La mattina dopo Claudia si sveglia sul divano, vestita come la sera prima. Si guarda intorno e si stiracchia appena. Non trova Alberto. Sicuramente è tornato a casa appena lei si è addormentata. Di solito lascia un biglietto quando se ne va. Claudia guarda se sul tavolo c’è qualcosa e in effetti c’è un foglio.
Lo prende e legge: “Lista delle cose che non mi piacciono di te”
Ma la calligrafia non è quella di Claudia.