lunedì 25 gennaio 2010

Capitolo 18 - Cambiare Aria

Non si sente tanto bene.
Forse è il caso di staccare la spina per un po'. Ma staccare la spina da cosa? Claudia non ha problemi o preoccupazioni, infine la salute non le manca, ha una bella casa, non si può lamentare. Suo figlio ogni tanto la fa arrabbiare, ma è normale.
Nella sua vita non c'è niente che non vada. Eppure l'anziana signora sente il bisogno di andarsene via. Magari rilassarsi in qualche piscina termale o farsi una bella vacanza sola con se stessa. Ora come ora i soldi non le mancano proprio.
"Mamma? Vengo da te, ho una cosa in mente!" nemmeno il tempo di rispondere al telefono che scatta la segreteria e la voce di Alberto riempie il soggiorno di Claudia, che ormai a queste cose è abituata.
Là seduta con le mani in mano, aspetta.

Alberto entra in casa col fiatone: "Mamma da oggi si cambia vita. Avevi ragione tu mamma, ti voglio bene, scusami se non te l'ho mai detto o non te l'ho mai provato ma te lo giuro che ti voglio bene un bene dell'anima. Tu mi hai cresciuto, mi hai.."
"Ma che ti succede?" riesce a dire Claudia, travolta dall'abbraccio del figlio.
"Si cambia vita mamma, da oggi si cambia vita!"
Claudia non sa ancora quanto quelle parole siano vere.

"Alberto ti devo parlare"
Il tono è serio, la signora vuole comunicare al figlio della vincita. Si mette a parlare a spiegare a ipotizzare e Alberto rapito può solo ascoltare immobile, ma dentro di sè sta esplodendo dalla gioia. Il discorso della madre dura interminabili minuti e lui si domanda dove vuole andare a parare. Ecco che sembra essere giunta la frase finale: ".. perciò considerando che voglio cambiare aria ho deciso di trasferirmi. Ah, un'ultima cosa, tu non avrai un centesimo dei miei soldi, sia chiaro." Una vampata di calore pervade Alberto dal collo in su e mille domande incazzate gli escono dalla bocca, ma una su tutte ha la precedenza: "Perchè?"

"Per il semplice motivo che tu verrai con me."
"Mamma, svegliati! Lo capisci che non mi interessa cambiare casa e tantomeno venire a vivere con te? Questa città è già abbastanza triste, non ha senso spostarsi da una casa schifosa all'altra.."
"Chi ha detto che rimarremo in questa città?"
"E dove se no?"
"Al caldo."
"Tipo?"

"BARCELLONA"

Qualche tempo dopo

In aeroporto il clima è bianco. Termine fuori luogo per un clima, vero? Invece no. Un clima bianco è un clima che si può trovare in luoghi pubblici dove varie vite si incontrano senza scontrarsi. Ad esempio nella sala d'attesa del dottore o a certe conferenze. Però il clima bianco più bianco di tutti si trova in aeroporto. Mi ha sempre fatto specie come tutte le persone che salgono su un aereo non abbiano nulla in comune, se non la destinazione. E le loro vite diventano parallele per qualche ora, prendono la stessa direzione per poi dividersi di nuovo. Un clima bianco è caratterizzato da un'aria piena d'aspettativa. Anche per questo motivo è bianco: il bianco è il colore formato dallo scontro di tutti gli altri colori, nessuno dei quali si riflette. Perciò la somma dei colori forma una sorta di luce che viene assorbita dall'oggetto colorato di bianco. In questo caso il clima. Il clima è la somma di tutte le vite presenti davanti al gate 19. Tutte quelle anime sono dirette a Barcellona.
In quel momento di attesa, Claudia fa una cosa che non faceva da tempo:

Claudia apre il libro.

lunedì 18 gennaio 2010

Capitolo 17 - Ma Non Ci Vede.

Alberto prende il rasoio di suo padre e le lamette inutilizzate. Poi va in camera sua e prende tutti i suoi maglioni più vecchi al quale è molto affezionato. I vicini sentono un gran chiasso provenire da casa sua. Alberto rovista fra la sua roba e cerca i suoi ricordi più antichi le sue foto di quand'era piccolo.. e butta via tutto. Bisogna chiudere con il passato. Una volta che ha realizzato che Katiuscia è scappata con un altro uomo ha capito di aver sprecato la sua vita con una persona inutile, vuota e che non lo amava. Non sa nemmeno se esiste l'Amore di cui ha tanto sentito parlare. Ora come ora non gli interessa. Continua a svuotare casa sua di oggetti legati al passato, soprammobili provenienti da terre lontane, quaderni di quando era piccolo.
Bisogna eliminare il superfluo e fare un po' di ordine. Forse vedendo la sua casa ordinata, sparirà anche quella nebbia che impedisce ai pensieri di Alberto di fluire senza ostacoli. O forse magari è tutta un'illusione, ma buttare via qualcosa è utile, fa sentire bene. Dà quasi un senso di libertà, sembra quasi che ci si prenda una pausa dal caos della vita, una pausa caffè durante il lavoro, una ricreazione dopo la terza ora di scuola, un riordinamento di idee. Un piccolo pensiero vola verso sua madre. Alberto pensa che la vorrebbe abbracciare, e gli dispiace di averla trattata male.

In fondo aveva ragione.

Claudia è sempre stata una donna di chiesa, se cosi si può dire. Nel primo cassetto del suo comodino c'è una Bibbia con una rilegatura vecchissima e le pagine ingiallite dal tempo. Ha sempre creduto in Dio. L'elemento necessario per poter credere in qualcosa o qualcuno che non si vede con gli occhi è la fede, si sa. L'anziana signora ne ha moltissima. Durante tutto il corso della sua vita, quando si era trovata di fronte a tappe o decisioni importanti ha sempre chiesto un consiglio a Dio. Ora che ha vinto 118 milioni di euro non sa cosa fare. "Dio, ti ringrazio per questa vincita ma che ne devo fare dei soldi? Perchè hai scelto me?" domande, le sue, che resteranno senza una risposta. La notte non riesce a dormire. Si gira e si rigira tra le lenzuola. Va in cucina e (come aveva consigliato con tono di sfida il figlio) decide di farsi una camomilla. Magari si sarebbe calmata e a mente fredda avrebbe deciso.
Mentre la prepara accende la televisione. Ultimamente ammortizza i suoi dolori e la distrae, dandole motivi per non pensare a se stessa. Cerca un film comico in bianco e nero, come piacciono a lei. Mette su un canale a caso dove trova proprio quello che stava cercando. Con la voce di Sordi in sottofondo scalda l'acqua, cercando negli scaffali la bustina giusta, quando qualcosa interrompe i suoi gesti.
"Interrompiamo il film per un'edizione straordinaria del telegiornale.." dice la voce di un mezzobusto femminile dall'aria sconvolta. Claudia si avvicina allo schermo. Scopre così della catastrofe che ha colpito Haiti. Vede case crollate, bambini in lacrime in cerca dei genitori e i più forti, gli uomini, che girano con i machete per procurarsi del cibo. C'è il panico in quella piccola isola già abbastanza sfortunata senza il bisogno di un terremoto. Claudia rabbrividisce. 200.000 morti. Non c'è acqua, non c'è cibo. Non c'è nemmeno un aeroporto dove possono atterrare gli aiuti che prontamente stanno arrivando dagli Stati Uniti. C'è solo morte, disperazione e paura. Tanta, tantissima paura. Questo è tutto quello che sa dire il mezzobusto. Claudia lascia la camomilla a metà, spegne i fornelli, spenge anche la tv e si siede sul suo letto. Si mette a parlare con Dio. Per la prima volta in vita sua la fede viene meno. "Dio ci sei? Dio guarda giù. Guarda verso quei 200.000 morti che non si meritavano quella fine. Dio guarda quei bambini, guarda le loro facce che porteranno le cicatrici per sempre. Guarda quelle persone senza più famiglia ne riparo ne cibo ne acqua. Hai il coraggio di guardare giù?" Claudia ha sempre avuto la consapevolezza della miseria che c'è al mondo ma non l'ha mai "vissuta" in diretta come stava succedendo in quel momento. Le immagini shoccanti dei bambini africani sofferenti per mancanza di cure mediche non le hanno mai toccato il cuore cosi tanto. Una piccola luce torna a splendere un po', è la fede che si fa forza e risponde, all'interno dei pensieri di Claudia: "Dio guarda verso di noi, lo fa sempre." Claudia non se la beve. La fede l'ha già "tradita" per troppo tempo. Va a prendere la Bibbia e apre una finestra. Si sporge con il libro in mano e comincia a strappare le pagine, una ad una. Si mette a riflettere su come la natura stessa sia Dio, perchè è solo lei che ha veramente il potere di distruggere e creare. La fede continua a sperare e a dire: "Dio guarda giù, Lui guarda giù" ma ora è la parte incazzata e incredula di Claudia che prende il sopravvento. Quella che è stata messa a tacere troppe volte ormai. Ed è lei che dice:

"Sì. Dio guarda verso il basso.. ma non ci vede."

lunedì 11 gennaio 2010

Capitolo 16 - Destini Separati

Claudia si siede sulla sua poltrona. Sarà vecchia e sfasciata ma è la SUA poltrona. Si sta perdendo in mezzo ai pensieri che non lasciano spazio ad altro. Arrabbiata e delusa. Fa zapping, cambia canale talmente veloce che non lascia alla televisione nemmeno il tempo di emettere qualche suono. Non ci sta nemmeno pensando a quello che vede. Solo immagini insensate. Deve distrarsi e trovare qualcosa da fare, ma non ha voglia di fare niente.
Un telegiornale. Magari guardando quello si distrarrà.

"Quanto viene il biglietto più economico che avete?" chiede la voce stridula a un uomo sulla quarantina. "Viene 200 euro" risponde acidamente lui.
"E dove porta?"
"Berlino"
"Lo prendo". La mora carica le due valigie sul nastro e l'uomo gli attacca un'etichetta con scritto BER. Katiuscia va in sala d'attesa, mancano 3 ore e il suo volo partirà.

Alberto sta cominciando ad avere caldo. Sua moglie è in ritardo. Prova a chiamarla sul cellulare ma non appena sente il suono che avvisa che è libero sente nella stanza accanto la suoneria. L'ha lasciato a casa. Va in camera sua per vedere se qualcun altro aveva provato a chiamarla. Vede una chiamata persa, che è quella che ha appena fatto lui. Controlla nei messaggi in arrivo. Vede un nome non italiano, moldavo forse? Chi è? Apre il messaggio. Dice solo: "Ok, al solito bar. Ci vediamo là. Mi manchi anche tu." Il tutto scritto in un'italiano sgrammaticato. Alberto si fa prendere dall'ansia, come al suo solito. Guarda l'ora e la data del messaggio.
Si tratta del giorno stesso.

"I numeri estratti questa settimana sono..." Claudia sta per cambiare nuovamente canale quando si ricorda di avere un biglietto della lotteria. Quello che ha scambiato per il biglietto dell'autobus e ha pagato 40 euro di multa a causa sua. Stupido biglietto di una stupida lotteria. Non sa nemmeno perchè ma lo va a prendere, tanto per vedere. I numeri estratti sono esattamente quelli segnati sul suo biglietto. Li vede sfocati e poco nitidi ma sono quelli. A quanto ammonta la vincita? 118 milioni di euro. Claudia si sente svenire, il cuore va troppo forte. Non ricorda l'ultima volta che le batteva così. Prende gli occhiali, li inforca e incredula rilegge i numeri e... peccato. Quello che lei credeva essere un 13 sul suo biglietto è un 18.
Per un attimo ci aveva creduto.

Alberto gira per la casa e trova tutto in disordine, i vestiti di Katiuscia sono spariti quasi tutti e in bagno non ci sono più pettini, piastre o trucchi. Solo quache cosa qua e là alla rinfusa.
Alberto va a prendere il rasoio di suo padre pensando: "Questa è la volta buona"

Prestando più attenzione Claudia si accorge che in realtà... è proprio un 13.

lunedì 4 gennaio 2010

Capitolo 15 - Non C'è Già Più

Katiuscia è già in macchina. Il bel ragazzo rassicura Claudia: "Ora la faccio scendere signora, lei avrà le sue scuse" e si avvia con passo deciso verso la sua macchina. Educato e di bell'aspetto. Cosa ci fa uno così con una come lei? Il ragazzo torna portando Katiuscia dov'era la signora

Piccolo Particolare: Claudia non c'è già più.

- Il campanello? Chi può essere? Katiuscia ha le chiavi - pensa tra sè e sè Alberto. Apre la porta e un profumo troppo forte d'incenso e candele travolge Claudia, che affannata si accascia sul divano. "Mamma che ci fai qua? Non ci siamo salutati mezz'ora fa?"
"Ti... Devo... Parlare..." dice lei, e ad ogni parola un respiro profondo. Comincia a raccontare l'accaduto con una foga che non le si addice. Alberto più che sconvolto è sorridente, e ha l'espressione di chi la sa lunga. Ascolta pacato, si aggiusta la cravatta e le maniche della giacca ed è più calmo del previsto:
"Mamma, le signore della tua età hanno bisogno di attenzioni, lo so. Ma inventarsi questa storia solo per mettere in cattiva luce mia moglie mi sembra un po' troppo. Dai, vai a casa e fatti una bella tisana!"
Claudia è senza parole. Non le crede. Suo figlio non le crede!
"Bene, Alberto, è quello che farò!"

"Allora, tu resti qua sotto con la macchina, Alberto dovrebbe uscire tra due minuti per prendere quacosa in rosticceria... lo fa sempre quando non cucino io. Appena siamo sicuri che è uscito vado su e ci dovrei mettere al massimo dieci minuti. Aspettami" e anche il giovane ragazzo di bell'aspetto comincia ad odiare quella voce stridula e quell'accento. Ma soprattutto quell'atteggiamento da strafottente. Katiuscia ha proprio una faccia da sberle. Gli occhi verdi del ragazzo sono coperti da occhiali da sole firmati, anche se non c'è tutta quella luce.

Alberto esce e come previsto va nella rosticceria a due passi da casa per prendere qualcosa di speciale per la cena. Quella sera doveva essere tutto perfetto. Assolutamente perfetto.

La mora sale con due valigie vuote, sa perfettamente dove andare. Punta al cassetto dei calzini, dove lui tiene la maggior parte dei soldi che ha in casa. Svuota il cassetto. Poi prende tutte le sue cose, i suoi vestiti, le sue scarpe. Riempie velocemente le due valigie. Apre un balcone perchè è tutto buio, là dentro non si vede nulla. Eppure non sono ancora le sei! Perchè Alberto ha chiuso tutto? Perchè quell'odore di candela che le dà alla testa? Ah, poco importa, esce rapidamente con le due valigie che ora pesano più di quanto si possa immaginare.

Piccolo particolare: la macchina del bel ragazzo non c'è già più.

-Come mai un balcone è aperto? Katiuscia dev'essere già tornata!- è il pensiero che fa Alberto.

Piccolo particolare: Katiuscia non c'è già più.