domenica 8 novembre 2009

Capitolo 7 - Retraso

Boom boom boom. “Adesso mi scoppia il cuore” pensa Luca mentre la polizia gli si avvicina. Ahmad ferma il motorino, uno dei tanti che usa, ovviamente rubato. La tecnica è sempre la stessa: stacca mezza targa in modo che sia sul punto di cadere. Basta fare leva con il piede e la targa si stacca del tutto, rimanendo per terra. Così la polizia invece di seguire lui prende la targa, rintraccia il proprietario del motorino e Ahmad è salvo. Tutto questo è sempre successo.. nella testa di Ahmad. Non l’ha mai sperimentato dal vivo perché non ha mai incrociato la polizia. Fino ad ora. Non spegne il motorino: è pronto con il piede a fare leva quel tanto che basta.


I due uomini in divisa si fermano poco prima di Ahmad e Luca e parlano col quasi-bambino. Gli dicono di svuotare le tasche e trovano quello che prima era nelle tasche di Luca. Il quasi-bambino si discolpa, dice che non sa cosa sia, che non ha mai visto nulla di simile in vita sua. Loro gli ricordano che a quell’ora la gente in piazza vende la droga e quella scusa l’hanno sentita troppe volte. Luca non riesce a sentire cosa replica il quasi-bambino, non gli importa. Fa un respiro profondo e pensa che ancora una volta gli è andata bene, forse troppo bene. Un poliziotto si avvicina con passo sicuro e veloce all’arabo dicendo: “Aspetta ragazzino!”
Ahmad rapido: “Via, via, muoviti”
Luca lo blocca, prendendolo per un braccio: “Non scappare che fai peggio, tanto ti prendono” e smonta tutto il meticoloso piano di Ahmad e della targa.
L’uomo con il cane al guinzaglio dice: “Hai la targa mezza staccata, fai qualcosa per attaccarla vedo che può cadere e se circoli senza puoi prenderti una bella multa”
Ahmad si limita a ringraziare per l'avvertimento. Per una volta in vita sua è stato veramente fortunato.
Luca gira il motorino: “Notte fratè, per oggi ho già dato!”
“Ci becchiamo domani, ti chiamo io.”
Luca si abbassa il casco e si dirige verso casa, lacerando il fitto buio della notte.


È già mattina. Luca si sveglia stanco e con un leggero mal di testa. Mette i piedi giù dal letto, gli sembra di scivolare. Guarda e vede una macchia di sangue sotto ai suoi piedi. Comincia il panico. Si butta giù per le scale, lasciando impronte di sangue ovunque, chiama i suoi genitori, nessuna risposta. Va in cucina, vede i coltelli per terra, sporchi di sangue. Si mette quasi a piangere, corre verso il telefono ma il suo cordless non è là. Si mette le mani in tasca per cercare il cellulare e chiamare la polizia. Le estrae, con un coltello in ogni mano. Cos’era successo quella notte? Perché c’era sangue dappertutto e Luca aveva due coltelli in tasca? Si precipita fuori dalla porta e.. nevica? Sì, cade neve dal cielo. Strano, siamo alle porte dell’estate. Luca urla con tutta la forza che ha ma non produce suono.
Bip-bip Bip-bip. Suona la sveglia e lui sobbalza, tutto sudato. Era un incubo. Sospira, cerca di riprendersi. Poi pensa che non ha una sveglia, impossibile che abbia emesso il suono che l’ha svegliato. Era un sms sul Nokia: Ahmad: “Ehi fratè, mi sono svegliato ora, è troppo tardi per salutare Andrea, salutalo da parte mia” Luca guarda l’ora : segna le 14.35. Le visite sono fino alle 15 e l’ospedale non è tanto distante, ce la può fare. Ma perché la domenica mattina Luca non la vive mai? Si maledice, dorme troppo. Si mette i primi indumenti che trova buttati sulla sedia, accende il motorino e parte. Difficile che arrivi in tempo. Scende, lascia il motorino per terra (ormai è un’abitudine) e arriva davanti alla stanza 13.

Fa per entrare ma un dottore lo blocca, dicendo che non è più orario di visita. Luca vede Cristina che esce e si tranquillizza, dicendosi che avrebbe chiesto a lei come sta Andrea: “Allora? Come sta?” chiede.
“Eh, sai, non abbiamo parlato di quello” dice lei, sulle nuvole: “Ah, si, ora ricordo. Si sente un po’ meglio”
Luca: “Sei stata un’ora là dentro e questo è tutto quello che sai dirmi?”
Cri: “Shhh, calmo! Non urlare, è domenica. Passano i preti qui!”
Luca è interessato solo a come sta Andrea: “Parla..” dice, già sapendo che quello che avrebbe detto Cri non l’avrebbe soddisfatto. “C’è stato un bacio..” dice lei vanitosa e smorfiosa, come se avesse vinto un premio atteso da tempo. Luca non vuole darle soddisfazione: è stupito ma reagisce come se già lo sapesse e dice: “Sì, ma che altro?”. Lei è infastidita: “CHE ALTRO? Non ti sembra abbastanza?” Luca fa finta di pensarci, come se fosse una domanda difficile, impossibile, come se fosse a un quiz televisivo. Alla fine risponde: “Mmmh, no”.

Nessun commento:

Posta un commento