Andrea osserva dalla sua finestra un gatto per strada. In quel momento vorrebbe essere in lui o almeno avere le sue capacità. I gatti accorciano la strada per raggiungere quello che vogliono. O meglio: un essere umano per sopravvivere deve andare a scuola perchè così troverà un lavoro quando sarà già adulto e con il lavoro porterà a casa i soldi che scambiati per il cibo gli permetteranno di sopravvivere. Un gatto nasce, impara a cacciare e ottiene il cibo. Fine. Molti pensano che il nostro percorso per raggiungere quello di cui abbiamo bisogno per sopravvivere sia più lungo perchè l'essere umano (che siccome è in cima alla catena alimentare è tecnicamente il capo del mondo) è più evoluto. Se il nostro percorso non fosse così lungo vivremmo nelle caverne vestiti di pellicce. Andrea non è d'accordo. Pensa che i gatti, avendo mantenuto viva la loro parte istintiva, capiscano al volo le cose. Ovvero: sentono fame? Mangiano! Sentono freddo? Cercano riparo! E così via. Un poeta (e non uno qualunque) una volta disse che gli animali non provano noia. Anche per questo, secondo Andrea, sono più intelligenti di quello che si crede. Se non devono soddisfare i loro bisogni oziano. Non c'è nulla di sbagliato nell'oziare, piccolo particolare: un essere umano si annoia. Non riesce ad oziare per più di dieci minuti, pensa Andrea. C'è un bisogno irrefrenabile per l'umano di cominciare a fare qualcosa. Girarsi i pollici, contare le mattonelle sul pavimento, o fissare le crepe sul muro cercando di formare delle figure sensate, come si fa con le nuvole. Chiunque, in una stanza vuota, seduto su una sedia per più di dieci minuti comincerà a fare qualcosa di inutile, ma necessario per combattere la noia. Andrea, da quando è in sedia a rotelle l'ha capito molto bene, ed è per questo che si sfoga con i videogiochi. Ogni tanto, però, produce infiniti flussi di coscienza, come quello che ho appena finito di descrivere.
Devo proprio dirlo, è interessante vedere nella mente di Andrea, mi dispiace di essere l'unica a poterlo fare. O forse no.
Andrea si riprende e torna a pensieri concreti: non ci vuole parlare con Luca, non subito. Vuole comportarsi bene. Deve pensare ai passi da fare per non ferirlo ma per tenerlo a debita distanza. Eppure è strano. Luca sa benissimo che Andrea è fidanzato con Cristina, perchè avrebbe dovuto mettersi in mezzo?
Il ragazzo spinge la carrozzina verso l'ascensore. La sua fidanzata lo sta aspettando giù. I due si incontrano, lei si abbassa e lo bacia. Passa una macchina col finestrino abbassato e la musica sparata al massimo: Povia urla a squarciagola "LUCA ERA GAY!" Cri ride e domanda ad Andrea: "Come fa certa gente ad ascoltare quella robaccia a tutto volume?"
Lui non è così rilassato: "Sai, Sanremo mi ha fatto capire che CHIUNQUE può cantare." risponde teso e guardandosi intorno, come se si sentisse osservato. Si domanda perchè Cristina non sia infastidita quanto lui.
Cri: "Sì amore ma rilassati non succede nulla, perchè ti guardi intorno in quel modo?"
Andrea finge un sorriso e gira la carrozzella: "Vuoi entrare in casa?"
"Luca te l'ho già detto, non ce la facevo più a tenermi tutto dentro!"
"Alex, hai sbagliato, hai rotto l'equilibrio! Ma Cristina come ha reagito?"
"Mi ha detto che devo sapere che tra noi due non potrà mai succedere niente"
"E tu che hai fatto?"
"Sono andata via."
Luca si sente male ma tira un sospiro di sollievo. Del resto non è la prima volta che qualcuno riceve un rifiuto sia esso uomo, donna, ragazzo, ragazza, bambino, bambina.. O perfino una persona dello stesso sesso. Alex è una brava ragazza, troverà sicuramente chi saprà starle vicino. Questa persona, purtroppo, non è Cristina. Alex deve incassare il colpo e rialzarsi per riscoprirsi più forte. Non è per niente facile, ma è così che deve andare.
Andrea e Cristina stanno guardando la televisione, seduti sul divano. Tutti e due stanno pensando alla stessa identica cosa.. ma uno dei due ha frainteso. Cristina finge di essere tranquilla e di non avere nulla per la testa ma il suo ragazzo la conosce troppo bene ormai. Lui vorrebbe chiederle cosa la turba ma sa che lei risponderebbe un "nulla" insicuro e cambierebbe argomento. Perciò tace. Nonostante il suono della televisione entrambi percepiscono il silenzio opprimente attorno a loro.
Cri non resiste più: "Ma perchè ci comportiamo così? Da quando hai scoperto di Alex mi tratti come se non fossi più io. Lo capisci che io non c'entro niente? Non è colpa mia! Abbiamo risolto e siamo tornate amiche come prima!"
Lui: "Alex? Perchè parli di Alex?"
Lei: "Non mi capisci e io non capisco te. Forse sarebbe il caso di prendersi una pausa, non credi? Lascia che te lo dica Andrea, vaffanculo!" ed esce sbattendo la porta.
Lui, che non può correrle dietro, si affaccia di nuovo alla finestra e vede il gatto di prima che lo trapassa con i suoi occhi verdi e poco dopo sfugge alla sua vista nascondendosi sotto a una macchina. Andrea non può fare a meno di desiderare di poter essere come quel gatto, perchè quell'animale sa bene come nascondere i sentimenti. Non sorride e non piange ma questo non vuol dire che non provi emozioni.
Se Andrea fosse un gatto, ora, non avrebbe delle lacrime che gli rigano il volto.
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