lunedì 15 febbraio 2010

Capitolo 21 - Quel Vuoto

Ahmad è all'oscuro di tutto. Se proprio dev'essere sincero, non gli interessa nemmeno. Continua tranquillamente la sua esistenza, facendo le solite cose. Proprio lui, che dovrebbe avere più problemi di tutti, sembra non averne. Non si piange mai addosso, non è il tipo. Da quando "lavora" riesce ad avere una vita decente e a comprarsi ciò di cui ha bisogno. Ogni tanto gli capita di pensare alla sua famiglia, e non sa a cosa appigliarsi. Non si ricorda nemmeno la faccia dei suoi genitori. Ha solo una foto sgualcita e strappata nel portafoglio. Non è mai stato sicuro che quella famiglia che sorride sia la sua. Forse è una foto di qualche giornale che i suoi gli hanno lasciato per colmare il vuoto che ora c'è in lui. Ma quel vuoto non si colma con una foto, o con una telefonata che non è mai arrivata. Quel vuoto non si colma e basta. Ahmad non ha mai avuto voglia di cercare le sue origini. Non ha ricordi di alcun tipo di quando era piccolo. Nè dell'asilo dove andava, nè degli amici con cui giocava. Nulla. Ha un vuoto pure nella sua memoria. Lui è nato grande, viveva già da solo, "lavorava" e tutto il resto. Ogni tanto, quando è a casa a mangiare il solito pranzo freddo e senza alcun sapore, lo sente quel vuoto. Si può quasi toccare con le mani. Sì, perchè quando una cosa fa parte di te da tanto tempo ormai e ci convivi quotidianamente, è difficile pensare che non si possa toccare. Sia essa un sentimento, un difetto, una qualità, o qualsiasi altra cosa. Ahmad convive con il vuoto. Quel vuoto però non fa a metà con lui dell'affitto o della luce o del gas. No, quel vuoto è un inquilino scomodo che prepotentemente si accascia sul letto vicino ad Ahmad la notte prima di dormire e si sveglia insieme a lui la mattina seguente. Il ragazzo sa che c'è, lo sente talmente chiaramente che è impossibile ignorarlo. Ma cosa deve fare? Cosa può fare? Sono domande che non si pone. Ahmad è fatto così.
Eppure, quando cammina per la strada, sente sulle spalle un peso grande, enorme, che si porta dietro da quando ha memoria. Quel vuoto non se ne andrà, fino a quando lui non troverà le sue origini, fino a quando non troverà qualche ricordo, sparso per la linea temporale nella sua testa. Non gli è mai interessato fino a quel momento, ma è arrivato al limite.

Non può far altro che tentare di colmare Quel Vuoto.

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