lunedì 8 marzo 2010

Capitolo 24 - It Does Follow

Claudia chiude il libro.

Sebbene la storia dei cinque ragazzi si sia sviluppata nel corso di qualche mese, l'anziana signora ha letto il libro lungo diversi anni. Quegli stessi anni che hanno aumentato le rughe sul suo corpo, che hanno spento la voglia di vivere nei suoi occhi e che hanno reso i suoi capelli di un bianco candido, non più tinti. Il suo viso non è più truccato come un tempo, è ingrigito. Il peso dell'età grava sulla schiena, che è curva e dolorante. L'unica cosa che è capace di fare è leggere quel libro. Vuole sapere assolutamente come finisce e benchè non veda più nitidamente le parole, nemmeno con gli occhiali, vuole andare avanti.
Alberto è seduto di fianco al letto di sua madre e tiene il volto tra le mani. Ricaccia dentro le lacrime, e affoga in esse il pensiero che l'unica persona davvero importante per lui stia per morire. Claudia apre gli occhi che ormai sono diventati due fessure e guarda il figlio. Alberto le stringe la mano debole e fragile. I due non parlano. L'uno sta ad ascoltare il dolore dell'altra e non si sono mai sentiti tanto vicini, nemmeno quando lui era un piccolo feto dentro la pancia di lei. Hanno costruito, in quegli anni a Barcellona, un legame che non ha niente a che fare col cordone ombelicale che li connetteva. Sono amici, complici, confidenti. Sono tutto ciò che vorrebbero essere, perchè sono felici.
Alberto solleva il viso e dice "Mamma, hai bisogno di qualcosa?"
Lei, senza forze, riesce solo a pronunciare la parola "No" e scuote leggermente il capo ma sorride. Quando stai per morire, dicono che ti passi la vita davanti. - Non hanno tutti i torti - pensa la signora che si riscopre bambina. Vede in bianco e nero i suoi ricordi più lontani e confusi, come quando si lancia un sasso in uno stagno e si vedono i cerchi allagarsi fino a scomparire. I ricordi più nitidi sono a colori, e riguardano la calda città dove si è trasferita da poco e le esperienze fatte con il figlio. Claudia non riesce nemmeno ad aprire gli occhi. Alberto la chiama ma la sua voce è ovattata, la signora ci vede meno e ci sente meno. Tutti i suoi cinque sensi sono a poco a poco sfumati. "Mamma.." chiama lui, che ha la vista annebbiata dalle lacrime.
Lei risponde: "Si?"
"Non mi lasciare, ti prego."
E il figlio abbraccia delicatamente la madre. Il figlio non la vede ma c'è. Quella Signora vestita di nero dall'altra parte del letto controlla l'orologio e si dice tra sè che è in ritardo. Deve imparare ad essere più puntuale. Si mette il cappuccio, troppo largo per la sua piccola testa coperta da liscissimi capelli neri. I suoi occhi bianchi non hanno pupilla ne iride. Sono spalancati e vacui. Perchè lei ha altri occhi. Ha lasciato qualche minuto al figlio per abbracciare la madre per l'ultima volta ma ora è davvero arrivato il momento di andare. La Morte prende la falce e passa un dito sulla sua lama affilata. Sveglia l'anima assopita di Claudia, la chiama dolcemente. La Morte non è crudele come dicono, fa solo il suo lavoro. L'anima si sveglia e vede una luce accecante. La Morte accompagna l'anima verso quella luce, tenendola coperta sotto il suo mantello nero e Alberto sente che le braccia della madre non stringono più la sua schiena. La guarda e la chiama, cerca di svegliarla. Ma ha la sensazione che quel corpo, ora sia solamente un corpo. Niente più che un involucro vuoto. Non è più sua madre.

L'uomo si alza e realizza. Lei non c'è più.

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